Ciao a tutti.
Quello che segue è un resoconto poetato, fra il serio e il faceto, della serata. È anche un omaggio alla tradizione degli stornelli romani, mia città d'adozione.
Scusate se alcune battute potranno sembrare cattive, col rischio di ferire qualcuno: in realtà la colpa è dello spiritello biricchino e dispettoso che ancora abita dentro di me e che, nonostante gli anni, sembra non se ne voglia andare... io non faccio alcunché per sfrattarlo, d'altro canto...
Chiedo comunque preventivamente scusa, sappiate che vi voglio bene indistintamente (oggi sono più ecumenico del papa).
Fato
La Ballata della Quintabi
Con l'auto svolto per l'Abbiategrasso,
i compagnucci sono ormai ad un passo.
Per l'emozione, oltre al fiato grosso
il cuore batte forte, a più non posso.
Vedo la vecchia scuola che è la stessa
uguale a quando allor ce l'hanno messa;
sull'angol di via Dini una manciata
di gente che se fa 'na chiaccherata.
Col clacson do 'na botta, ed un sorriso
compare svelto svelto sul mio viso.
Parcheggio, scendo, abbraccio e lancio baci,
li guardo tutti con occhi voraci.
C'è Biro che me pare Briatore
della serata sembra il promotore:
non volea foto o video de famija
e s'è portato in loco moje e fija.
Lorenzo lo saluto e resta fermo
starà pensando ancora a sant'Anselmo;
Scary è col casco in mano e la lambretta
per andar in città a tutta manetta.
Mi volto e vedo un cabrio birichino:
chi è il proprietario di 'sto gioiellino?
Vedo il buon Gerets che sghignazza:
me lo vedo, sul bolide, con mignottazza.
Poi vedo una ragazzetta piccola e cazzuta
la chioma nera è quella conosciuta:
è Nadia che d'a palestra è la reggina
perché al lavoro trinca caffeina.
Da Jesi è arrivata stamattina
la Romanin che è sempre sbarazzina;
per nun mancà all'incontro, la tapina
ha soggiornato in piazza, su 'na panchina .
Arriva Cri con l'auto: c'ha 'na gabbia
nun è che porta 'a Cervi co' la rabbia?
Poi Katya, che ha chiamato mezzo monno:
n'artro po' me resuscitava er nonno.
Il Gieco, un po' incazzato e c'ha raggione:
nun c'ha più i tre gemelli nel panzone.
Mo' se li porta al mare, giù in Sardegna:
je tocca lavorà, altro che fregna.
Co' gli altri parlo - male - di chi manca:
di Oge con la Gazza sulla panca.
Di Elena, la Bea, Gary e Storelli,
Refaldi-Brummel e, buon'ultima, la Elli.
Di lontano vedo un uomo tutto scuro,
mi gratto un po' pe' stare più sicuro:
ma è il Kawa, che col suo passo lento,
me fa' sparì del tutto lo spavento.
A ruota arriva assai pimpante
il Biga, che non abita distante.
L'occhiale sopra il naso più nun pende:
pe' forza, mo' è quello che li vende.
Anche Herbert arriva ma... che delusione!
Non porta il fumo bbono alla riunione.
A questo punto ce ne annamo via
aspetteremo gli artri in birreria.
Non son ancora giunto ed un ruggito
me fa capì che è apparso chi è sparito,
pensavo fosse andato alla Tortuga
invece cura i bozzi, il nostro Luca.
Più in là scorgo un tipo molto londinese
il Bazzo, an vedi, tutto fino fino
però lo becco, e pure a più riprese
a rimirar di Katya il balconcino.
In coppia come due carabinieri
si muovono fra echi di rivoluzioni e pizzi,
so' passati vent'anni e sembra ieri
ma sempre uguali, Previdi e Lavezzi.
Se famo due tartine e 'na birretta
finché alle nove piano piano usciamo
fuori troviamo un tipo e una bimbetta,
che parla più del babbo - il Benu ... strano?!
Andiamo in pizzeria ed è arrivata
'na tipa fresca fresca di poppata;
saluta sta mezz'ora e va via in taxi:
ma chisse crede d'esse? ... ah, è la Bassi.
Mandiamo Scary con la sua Lambretta:
"prenota un tavolo al Tubbetto";
poi si decide invece de magnà 'na fetta
de cocomero, con Marco che c'aspetta.
Ancora chiacchere, ancora du' stronzate
e so' le due de notte, sei ore so' volate.
Ce ritroviamo in Piazza a salutarci
Nun ce diciamo "addio" ma "arrivederci".
Pe' chiude questa storia, la morale:
A sta serata nun je avrei dato n'euro
invece nun s'è stato affatto male,
che dite, ne famo n'antra anche a Natale?